gian_dudu
Milano - P za. Gae Aulenti - Unicredit tower .
F_Pelliccia
Scala del Vignola in Palazzo Boncompagni (BO)
AmedeoTeti
Manarola, Cinque Terre. Un tardo pomeriggio di settembre.
ashbydelazouch
Scorcio notturno della Torre di Sant'Elmo dai Bastioni Pigafetta. Sul lato sinistro, la Facoltà di Architettura...
Aladino1956
Fortunatamente durante una delle tante visite alla basilica di Superga ho trovato una vettura con il riflesso sulla carrozzeria ed ecco il risultato.
en.giuliani
A pochi metri da Campo de' Fiori c'è un passaggio semi nascosto che mette in comunicazione Piazza del Biscione con Via di Grotta Pinta: è il Passetto del Biscione. All'epoca romana collegava la cavea del Teatro di Pompeo con l'esterno. Un tempo vi era custodita l'edicola della Madonna della Divina Provvidenza del Pulzone, oggi conservata nella chiesa di San Carlo ai Catinari, nei pressi di via Arenula. Sotto il Passetto venne collocata, quindi, un'altra Madonnella, la Madonna del Latte, che divenne presto oggetto di grande venerazione popolare e che fu una delle sacre immagini che mossero gli occhi e piansero, si disse, a causa dell'invasione francese dello Stato Pontificio. Dopo il prodigio, l'icona fu portata in chiesa per consentire i lavori di ristrutturazione del Passetto “a forma di Cappella” ed al suo posto si alternarono numerose altre immagini sacre che, purtroppo, per la maleducazione della gente e l'incuria venivano sistematicamente danneggiate o rubate. Qui è nato il detto romano “cerca' Maria pe' Roma”, equivalente all'espressione “cercare un ago in un pagliaio”, proprio dall'estrema difficoltà dei fedeli a rintracciare la Madonna, talmente nascosta all'interno del Passetto che trovarla risultava quasi impossibile. Fino al 2016, il Passetto era ridotto ad un angolo buio, sporco e maleodorante. Da quell'anno, esso fu oggetto di un lungo restauro e oggi si presenta in tutta la bellezza dei suoi intonaci, dei suoi affreschi e della nuova Madonna della Divina Provvidenza, grazie ad una copia dell'originale realizzata dall'artista Raffaella Curti.
en.giuliani
Opera di Giovan Battista Gaulli (1639-1709) detto il Baciccio che impiegò cinque anni, dal 1674 al 1679 per realizzare questo capolavoro: "la Gloria del Nome di Gesù" che affresca la volta della chiesa del Gesù a Roma. Anche qui, come in ogni volta barocca, il titolo ha qualcosa a che vedere con il centro dell'affresco. Il punto di partenza è il monogramma IHS (Gesù in greco antico) da cui la luce inonda le scene dell'affresco. Quest'ultimo vuole rappresentare il passo di San Paolo: “nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi in cielo in terra e sottoterra e ogni lingua proclami che Gesù è il Signore” (Fil 2,10). Ed, infatti, il Baciccio questo rappresenta chiamando sul palcoscenico santi e laici perché nessuno manchi nel cantare la gloria di Cristo.
AmedeoTeti
Suggestione dell'antica Europa in Nordamerica.
Aladino1956
La Mole in veste viola con la scritta Alleati si vince.