I AM | ABACO80

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Biografia
Sono un architetto fiorentino e tra le altre passioni ho la fotografia.
Ho iniziato a fare le prime fotografie da ragazzino, agli scavi di Pompei, nel 1967.
Allora usavo una fotocamera Agfa Standard folding a rullo120, formato 6x9, corredata da un obiettivo Agfa Anastigmat da 105 mm f/6.3.
Le foto vennero con l’ausilio di un foglietto (sole, sole velato, ombra ecc.) e in famiglia fummo tutti contenti.
Un regalo, anche se usato, di mia zia Anna che l'aveva acquistata prima della II guerra mondiale.
Mio padre, in quel periodo, aveva una Voigtländer Vito CLR...ottimi B&N, incisi e affascinanti.

Col passare degli anni misi da parte i soldi per comprarmi una macchina fotografica più moderna.
Fu così che, con ben 160.000 lire del 1971, comprai una Nikon F nera con Photomic Ftn e un nuovissimo Nikkor 135 f/2,8.
La macchina era stata usata da un fotografo di moda che la riteneva ormai esausta e inaffidabile.
L'ho usata per altri 35 anni alternandola, dopo una diecina d'anni di onorato servizio, prima con una F3 e poi anche con una F4.
Mio padre, nel frattempo, comprò una Hasselblad 500C con varie ottiche e una SWC, ...foto ineguagliabili.

La mia mitica "F" non si è mai guastata e continua ancora a funzionare ...senza incertezze!
L’unico limite ...è finita la pellicola!
Un vero e proprio dramma! “...potrebbero servire 2 rullini...allora portiamone 5, non si sa mai…!”

Durante tutta l'università di architettura e, successivamente per lavoro, ho scattato migliaia di diapositive e di rullini in B&N ampliando, di volta in volta, il parco delle ottiche fisse: 15, 24, 28PC, 35, 50, 105, 135, 180, 200, 300, 500.
Nel periodo universitario organizzai quattro concorsi fotografici nazionali, con il patrocinio FIAF e con oltre 500 partecipanti ciascuno. Poi, mancando il tempo e con i nuovi impegni familiari, decisi di interrompere questa esperienza. Per altri due o tre anni ricevetti nuove foto; mi toccò rispedirle ai mittenti che mi scrissero di essere rimasti delusi poichè avevano apprezzato le nuove modalità che avevo introdotto nello svolgimento di ciascun concorso.
Nel ‘80 mi sono laureato a Firenze.
Con un disegno, di tipo grafico-pubblicitario in cui raffigurai l'Hasselblad e il rapporto fra l'ambiente naturale e l'ambiente antropizzato, nell'84 vinsi un concorso che mi ha cambiato la vita e al quale, sono sempre più convinto, avrei dovuto rinunciare dedicandomi esclusivamente all'architettura e alla fotografia.
Anche quelli erano altri tempi e tutto era più semplice...invece le cose cambiarono, e cambiarono "in peggio".

Comunque, nel 1989, acquistai un 15mm f/2,8, spettacolare. e un Nikkor PC 28mm. Con entrambi, le foto d'interni erano insuperabili; allora non esisteva la post produzione e i risultati non ammettevano errori.
Con il decentrabile ho fatto anche delle ottime foto in montagna. Difficile da usare, visto che il controllo dei risultati non era immediato ma, una volta presa la mano, le scommesse erano quasi sempre vinte.
Io valutavo lo scenario, decidevo e la macchina faceva solo quello, e lo faceva anche con le pile scariche!

Nel 2002 cominciai l'avventura del digitale con una Coolpix 2500, seguita da una Coolpix S3 (praticissima in tutte le situazioni), poi una P6000.
Da principio, quando avevo cominciato l'avventura del digitale, usavo indifferentemente la F, l'F3 e l'F4, ciascuna con ottiche e pellicole diverse secondo le circostanze, e a queste affiancai la Coolpix S3. In realtà la S3 la usavo prevalentemente in cantiere o in qualche altra occasione non programmata.
Successivamente venne il turno di una Fuji finepix S3 e di una Kodak DCS Pro 14n, entrambe con con attacco Nikon F.
Peccato che con la Kodak....14n (FF), l'unica Full Frame che abbia avuto fino ad oggi, occorressero almeno 4 stecche di batterie ricaricabili al giorno, mentre con la Fuji riuscivo a cavarmela meglio.
Solo allora ho abbandonato i rullini e ho preso tutto quello che ne conseguiva, nel bene e nel male.

Con il digitale sono arrivate anche le ottiche zoom.
Inizialmente gli zoom mi avevano profondamente deluso perchè il Nokkor 43/86 era stato il peggior obiettivo che avessi mai comprato.
Gli zoom, poi, sono anche gli unici obiettivi che ho dovuto far riparare, quasi uno dopo l'altro.

Al momento uso ancora una Nikon D80 e non ricordo perchè ho lasciato in disparte la Fuji finepix S3; ...per colpa delle batterie stilo? Forse si, forse no, ...non ricordo.

Il continuo e vorticoso susseguirsi di modelli, sempre più complessi da usare come uno vorrebbe, con manuali pazzeschi, con comandi tal volta incomprensibili, con una miriade di pulsantini, selettori, levette, simboli microscopici, mi spingerebbe ad acquistare una Leica M Monochrom Typ246 ...ma, ...di tutte le mie ottiche, cosa ne potrei fare?

Chissà, un giorno potrei anche fare questo passo ...oppure, potrei acquistare un dorso PhaseOne per l'Hasselblad 500C. Si!...il modello del '57 che mio padre aveva acquistato, quasi identico, una decina di anni dopo verso la fine degli anni '60.
A parte la spesa un po' sostenuta, i risultati che ho visto sono strabilianti.
Cinquant'anni e non li dimostra...lungimiranza involontaria dei progettisti.

Qualche tempo fa, per la mia mitica e superba "F" nera con i bordi consunti e dai riflessi d'ottone, ho cercato un dorso con il sensore...per “rianimarla”.
Uno l'avrei anche trovato, ma era a dir poco ridicolo.
Un tempo alla Nikon avevano pensato di mantenere la compatibilità con l'attacco degli obbiettivi e di rinnovare il resto.
Sono convinto che almeno la F4 sarebbe stata facilmente digitalizzabile, invece...
Ormai, con la nuova filosofia Nikon, le F, F2, F3 e F4 sono cose d'altri tempi.
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COOLPIX P6000 black
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