Risultato della ricerca: ponte
LadyGi
Una calle, un rio, un ponte....
davide.balsemin
L'isola di Eilean Donan si trova al centro della confluenza dei tre loch che formano il Loch Duich ed è attorniata dalla catena montuosa Cullin. Il nome Eilean Donan significa "isola di Donan" (in lingua scozzese), termine che deriva con tutta probabilità da san Donan, religioso irlandese del VI secolo che raggiunse la Scozia attorno al 580 d.C. e che contribuì largamente alla cristianizzazione dell'area, nonché sull'isola ove pare che egli abbia fissato il proprio primo insediamento. L'isoletta è collegata alla costa dove sorge il paese di Dornie attraverso un ponte percorribile solo a piedi. Su quest'isola sorge il famoso castello di Eilean Donan, costruito la prima volta nel 1220 da Alessandro II di Scozia come baluardo di difesa contro le incursioni vichinghe, e si racconta sia stato uno dei rifugi di Robert Bruce durante la fuga dai soldati inglesi. A partire dalla fine del XIII secolo esso divenne la dimora del clan Mackenzie di Kintail (più tardi Conti di Seaforth). Dal 1511 il Clan Mac Rae, in qualità di protettori dei Mackenzie, divennero connestabili del castello. Nel 1719 il castello è stato occupato dalle truppe spagnole intente a far nascere una nuova rivolta giacobita. Il castello venne tuttavia riconquistato e demolito dal cannoneggiamento di tre fregate della Royal Navy tra il 10 ed il 13 maggio 1719. Successivamente le truppe spagnole che occupavano il castello vennero sconfitte circa un mese dopo nella battaglia di Glen Shiel. Il castello viene lasciato per quasi due secoli in rovina e poi viene ricostruito e restaurato tra il 1912 e il 1932 dal tenente colonnello John Mac Rae-Gilstrap che lo aveva acquisito in quanto discendente del clan Mac Rae che ne era stato un tempo proprietario. (by Wikipedia)
vito.s
Passeggiando per le vie del Centro Storico di Ostuni ci si imbatte nell’Arco Scoppa, conosciuto semplicemente come “la Loggia”. Questo Arco, realizzato su ispirazione del Ponte dei Sospiri di Venezia, è stato realizzato inizialmente in legno e trasformato in pietra nel 1750
mauriziot
... un recupero di una lunga esposizione scattata nel 2019 con la Z6; purtroppo non ricordo se ho scattato con un 15 o un 21 manuale; ricordo che l'occasione dello scatto erano le nuove luci del ponte; infatti osservando bene si notano sia quelle tradizionali e immediatamente sotto i nuovi Led; il bilanciamento del bianco automatico e/o per le luci non era soddisfacente e quindi ho optato per una trasgressione (o se volete un eccezione) e ho bilanciato su ombra per aver una dominante calda ambra, che poi è stata evidenziata naturalmente in PP; l'immagine originale, infatti, era molto più buia di quello ora visibile, essendo stato scattato quasi in assenza di luce naturale. Mettere in ordine gli archivi spesso produce piacevoli sorprese; Roma dicembre 2021
Gianbif
Valeggio sul Mincio (VR)
simone.porrelli
Fa riflettere la statua in questa "azione", del camminare di Joyce. Particolare anche la ricerca delle altre statue di personaggi illustri in Trieste. Joyce lascia per l'ultima volta Trieste nel luglio del 1920, 16 anni dopo l'arrivo in Trieste (1904). Qui ha scritto e ha pubblicato: Chamber Music, Dubliners, Portrait of the Artist as a Young Man, Exiles e Giacomo Joyce. Inoltre qui ha scritto i primi episodi di Ulysses. Qui ha praticamente trascorso maggior parte della sua vita adulta. Ha conosciuto personaggi illustri, è diventato anche padre di due bambini e svolto diversi lavori: un rapporto molto importante e da non dimenticare questo fra Trieste e Joyce.
davide.balsemin
Il Ponte di Olina costituisce senza dubbio una delle opere del passato più ragguardevoli ed ardite che si siano pervenute. Ancora oggi, pur soppiantato nella sua funzionalità dai vicini ponti di Pian della Valle (Pavullo-Acquaria) e del Prugneto (Pavullo-Sestola), si fa ammirare per la linea leggera del suo arco annerito dal tempo e perfettamente integrato nel paesaggio sassoso dello Scoltenna. Il ponte attuale si deve ad una ricostruzione del 1522 e pare che alle spese, gravate sulle terre dei Montecuccoli e della podesteria di Sestola, contribuissero anche Firenze e Lucca a dimostrazione del luogo strategico svolto nella viabilità frignanese fin dalle epoche più remote. Il Ponte di Olina era stato costruito con criteri che sono da ritenere avanzatissimi per la tecnica del tempo. L'arcata infatti ha una forma di tipo parabolico, con andamento che segue esattamente la linea dei carichi; la curva ottenuta permette cioè di assoggettare tutti i conci dell'arco ad un carico di pura compressione eliminando le componenti di trazione a cui la pietra non potrebbe resistere.