Risultato della ricerca: community contest: la tua citt�� di notte
AlbertoGhizziPanizza
2 serie di focus stacking: il primo è una serie di 5 immagini a f/8; 15s; ISO4000 per la zona della lucciola in primo piano; il secondo è una serie di 40 immagini a f/11; 30s e ISO3200 per la zona dietro alla lucciola. 1 bracketing finale di 5 scatti per il recupero delle alte luci sul Castello di Torrechiara.
Massimoweb
Foto scattata al tramonto durante la sosta per la notte in camper. Scatto a 30” di esposizione con filtro ND 10000.
peppe.alaimo
Ultimo di quattro scatti di una estate siciliana sotto le stelle. Inaspettatamente l'Etna si sveglia e ci regala una composizione che non ci saremmo mai immaginati.
peppe.alaimo
… si riparte da qui. Ho dovuto aspettare tre settimane per poter tirare fuori questa foto dalla macchina fotografica per un incidente avuto la mattina dopo. Una serata trascorsa tra amici con spensieratezza. La fotografia è anche questo …
Albertocali
Castello di Torrechiara (PR) ho cercato di cogliere l'occasione per realizzare uno scatto (anzi, un multiscatto) che avevo pensato da tempo in questo luogo magnifico. Assicuro che la solitudine nel bosco con i rumori degli animali selvatici e la presenza di una miriade di lucciole è una esperienza unica! La luce della scena era della luna alle mie spalle.
massimoforti
Tramonto infuocato dalla cima del Monte Capanne, sull'orizzonte fra le creste della montagna è visibile la parte più settentrionale della Corsica ed al centro l'isola di Capraia.
Anemos1
la notte nelli' isola colorata
LadyGi
Non sarò mai grata abbastanza al 105 macro...
MatteoBertetto
Multi esp manuale (metodo Bertetto) Sviluppo con MB Panel V5
CastellettiLuca
...notte passata in tenda...tra timori e meraviglie...e freddo direi...modificata in photoshop con la tecnica Orton...
southernman
Panorama da Cima Fertazza verso il Sella. In centro il Col di Lana, con la cima scoperchiata dall'esplosione della mina nella I guerra mondiale "Località di confine tra l'impero austroungarico e il Regno d'Italia, il Col di Lana è stato teatro di aspri combattimenti nel corso della prima guerra mondiale che hanno lasciato sul terreno oltre 8.000 morti (da cui il soprannome "Col di Sangue"). La cima venne infatti ripetutamente contesa nel 1915 e l'anno seguente i reparti italiani, decisi a scacciare definitivamente il nemico (che nel tenere la montagna era coadiuvato anche da reparti dell'Alpenkorps tedeschi), scelsero di copiare ciò che il nemico aveva fatto nel vicino Lagazuoi poco tempo prima, approntando una camera di mina per far saltare in aria la montagna, secondo un piano ideato da Gelasio Caetani. Gli austroungarici, accortisi del pericolo, decisero a loro volta di realizzare una contromina. I genieri italiani terminarono però per primi i lavori, e gli austroungarici, accortisi di ciò, dovettero comunque mantenere la posizione secondo gli ordini diramati. La notte del 17 aprile 1916, alle ore 23:35, esplose la colossale mina, costituita da 5 tonnellate di gelatina dinamite[1]. Una parte della montagna crollò per gli effetti dell'esplosione, causando la morte di circa 150 militari austroungarici e consentendo agli italiani di occupare la vetta[2] sconvolta da un enorme cratere di 30x55 m e 12 m di profondità. Nel 1917 tuttavia, a seguito della disfatta di Caporetto, gli italiani si dovettero ritirare[1] da tutta la zona sino al monte Grappa per mantenere la nuova linea con il massiccio delle Melette. Il Col di Lana nell'ultimo anno di guerra si trovò così in zona di retrovia imperiale e non fu più interessato dai combattimenti. " Fonte : Wikipedia
tumasin
Era l'agosto del 2016 quando una forte scossa di terremoto ha cambiato per sempre la quiete di questi luoghi, portando morte e devastazione, cancellando oltre alle vite umane anche identità ricche di storia millenaria che per sempre sono andate perdute e, quello che non si è perso con il sisma, che ha cercato di resistere con fatica, per amor di terra nativa e attaccamento alle proprie radici, lo si è perso per forza di cose, costretti da una politica fatta di solo promesse e di nessun gesto concreto. Bugie e promesse mai mantenute. Promesse fatte in campagna elettorale. Bugie sparate da politici che si alternavano facendosi selfie nelle macerie pronunciando la famosa frase "non vi lasceremo soli". Ad oggi nulla è cambiato. Le macerie sono sempre li al solito posto. Lo stesso posto dove vivevano e vivono ancora, uomini, donne e bambini, pieni di sogni rubati in parte dal terremoto, ma il furto peggiore e più infame rimane quello dell'abbandono da parte di chi doveva aiutarli.. Tornare e vedere che nulla è cambiato dal quella notte fa male al cuore. Tornare e vedere che ancora una volta le istituzioni piuttosto che aiutare rendono ancor più difficile la sopravvivenza di quanti cercano di andare avanti, rende tutto ancora più difficile da capire ed accettare....
emilianomarcon
Villa Manin è un grandioso e armonico complesso settecentesco, oggi sede di importanti mostre d'arte di livello internazionale. È una delle ville venete più grandi d’Italia e fu la prestigiosa dimora dei nobili Manin, tra cui Lodovico, ultimo doge della Repubblica di Venezia. Fu proprio qui che, nel 1797, Lodovico dovette assistere alla firma del Trattato di Campoformido con cui Napoleone decretò la fine della Serenissima.
emilianomarcon
Villa Manin è un grandioso e armonico complesso settecentesco, oggi sede di importanti mostre d'arte di livello internazionale. È una delle ville venete più grandi d’Italia e fu la prestigiosa dimora dei nobili Manin, tra cui Lodovico, ultimo doge della Repubblica di Venezia. Fu proprio qui che, nel 1797, Lodovico dovette assistere alla firma del Trattato di Campoformido con cui Napoleone decretò la fine della Serenissima.
bortu83
Notte incantata nella mia magica Islanda