Buongiorno e buon anno a tutti. Mi chiamo Massimo Battaglia, classe 1949, vivo a Varese, nikonista da sempre.
L’inizio della passione fotografica risale all’incirca alla metà degli anni ’60, quando da un amico ho assistito al “parto” di una stampa BN in una camera oscura improvvisata in uno stanzino; l’emozione di vedere formarsi un’immagine in una bacinella alla sola luce di una lampadina rossa è stata troppo forte e da lì ho deciso che la fotografia sarebbe stato il mio hobby. Ho iniziato con una Ferrania di mio padre, alla quale ha fatto seguito nel ’69 la prima reflex, una Minolta 101; l’anno successivo il salto: passo ad una Nikkormat con 35/2,8 e 105/2,5(ottiche possiedo ed uso tutt’ora), poi la mitica Nikon F; nel 72 assieme ad altri fotografi varesini partecipo alla nascita del foto club Varese, esperienza che, grazie al confronto con gli altri fotografi, alle partecipazioni a concorsi nazionali ed esteri ha contribuito in modo sostanziale alla mia crescita fotografica. Nel ’78 ottengo un III premio al NPCI e in seguito altri importanti riconoscimenti. Resto nel foto club fino ai primi anni ’90, quando la passione si affievolisce (forse respingevo tutto ciò che era automatico); conservo però il mio parco macchine ed ottiche assolutamente manuali, nell’attesa che il sacro fuoco si riaccenda, limitandomi a fare qualche foto solo in vacanza.
L’avvento del digitale mi lascia abbastanza freddino, poi il solito amico mi fa provare una D70 e la molla scatta nuovamente, acquisto una D80, un paio di ottiche nuove e sono di nuovo in pista. L’occhio riprende la forma rettangolare con reticolo incorporato, non c’è più l’ago dell’esposimetro da centrare, da spostare la ghiera dei diaframmi avanti e indietro quando si cambia l’ottica, da regolare gli asa (fai un terzo di stop in meno che la dia ci guadagna), non c’è più da aspettare di tornare e andare in camera oscura a sviluppare per vedere cosa hai fatto, ma l’emozione che si prova quando l’occhio individua il soggetto, che si prova quando si preme il bottone, si alza lo specchio e si apre l’otturatore è sempre la stessa e il monitor del MAC e la stampante sono diventati la nuova camera oscura.
Ho sempre amato la fotografia di reportage, in particolare in BN e soprattutto l’uso del grandangolo che ti fa quasi entrare nella foto, ma anche la ricerca grafica nel colore e la foto di sport; con la digitale (sarà anche per l’età) ho riscoperto la foto di paesaggio, genere che in gioventù ho un po’ trascurato.
Ho un archivio di negativi e di dia di circa 20.000 scatti e ho provato a fare qualche scansione di dia e di negativi BN con uno scanner piano, senza però avere risultati soddisfacenti (qualcuna la metto nell’album) e penso a breve di attrezzarmi adeguatamente, per iniziare a digitalizzarne gli scatti migliori.