Diario di viaggio a cura di Gerardo Bonomo

Meeting di Community “Impressioni di Settembre”
Venafro (Isernia): DIARIO DI VIAGGIO.

LA FOTOGRAFIA NEL CUORE.


Durante lo shooting di venerdì 25 settembre a Sepino: digitale sì,
ma c'è chi non rinuncia alla pellicola. Foto di Franco Cappellari.
Sepino. Foto di Franco Cappellari.

Si è appena conclusa la sesta edizione del Nikon Community Meeting Impressioni di Settembre.
Sesta...! Pare incredibile. Franco Cappellari ricorda la prima edizione, con la bellezza di 20 partecipanti, lui incluso: quest'anno a Venafro eravamo in 150 e potevamo essere molti di più, se gli organizzatori, proprio nell'interesse dei primi 150 iscritti, non avessero deciso per un overbooking congelato, per garantire a chi si era già iscritto il perfetto svolgimento della tre giorni.

Per me la cronaca di queste tre giornate comincia all'aeroporto di Linate la mattina di venerdì 25 settembre: dopo aver sorvolato la costa  tirrenico per circa un'ora l'aereo punta improvvisamente verso il mare aperto per poi virare di 180 gradi ed allinearsi con la pista di Capodichino; dal finestrino vedo profilarsi il Golfo e il Vesuvio, poi il Maschio Angioino e dopo pochi minuti sono a terra dove trovo Michele Difrancesco - responsabile delle attività Web di Nital - e Luca Conforti - product manager - atterrati anche loro da poco.
Ci riceve Sergio che in meno di un'ora ci porta a Venafro.

Un'ora o poco più di volo e un'ora o poco più di auto, eppure siamo a centinaia di chilometri dal Nord, in una realtà, sia quella molisana che quella abruzzese che ha davvero poco a che fare con il caos delle grandi metropoli del nord. Ci ritroviamo in una calma e ospitale operosità, dove i tempi e non solo sono certamente più a misura d'uomo, come scopriremo e riscopriremo tutti nelle giornate successive.

Ad accoglierci a Venafro (IS) ecco Franco, ci si abbraccia con un calore che noi qui Su Nel Nord neanche tra parenti. I partecipanti arrivano alla spicciolata ma senza soluzione di continuità. Continuano gli abbracci. C'è un'aria particolare come quando ci si ritrovava il primo giorno di scuola dopo le vacanze, ma con un clima al contrario, nel senso che qui a Venafro per tutti comincia una vacanza, anche se lungo il breve arco di un week end, e non nove tediosi mesi di scuola.

Prima di partire per la prima tappa, il sito archeologico della città romana di Sepino, si pensa a un frugale pasto: il NikonChef Adriano, del Dora Hotel di Venafro, sparisce in cucina promettendo appunto una colazione monastica e frugale, giusto un antipasto e qualche affettato. Dopo una mezz'ora vengono serviti dei maltagliati al tartufo, quasi tutti chiedono il bis, molti il tris; fortunatamente ci aspetta un'oretta di viaggio per Sepino: tutto il pullman cade in un profondo sonno tartufato, tranne forse l'autista...


La mattina di venerdì i primi arrivati hanno potuto visitare un
laboratorio dove si fabbricano le zampogne: l'incredulità del
partecipante di destra sembra sottendere: " Davvero non è digitale?"
Foto di Franco Cappellari

Arriviamo a Sepino col tempo che minaccia al brutto, anzi, a un bel temporale. Ma c'è un'intesa tra Franco Cappellari e il Colonnello Giuliacci che fa sì che le nuvole si trattengano dal piovere per tutta la durata della visita a Sepino (pioverà poi puntualmente solo nel momento in cui il pullman ripartirà per Venafro, ma lo shooting è salvo!)

Sepino è uno scavo meno noto e meno spettacolare rispetto a Pompei, che è stato il clou dello scorso meeting, ma mantiene comunque intonso il fascino di città romana, con un teatro rimasto quasi intatto nella cavea circondata da case costruite in epoca più tarda che sembrano scaturire direttamente dagli spalti del teatro, come una sua continuazione naturale.
Dopo l'immancabile foto di gruppo i partecipanti si sparpagliano alla ricerca dell'inquadratura giusta. E nonostante il cielo plumbeo, o proprio anche grazie al cielo plumbeo, le Nikon non stanno certo a sonnecchiare nelle borse o negli zaini. Si cammina in gruppi che a volte si disperdono per poi riformarsi non necessariamente con gli stessi componenti, ci si confronta dopo che per molti é passato un anno intero dall'ultimo incontro, si chiacchiera e si scherza per poi improvvisamente farsi più seri, mettersi in posizione e inquadrare un soggetto che sembra abbia tutti i requisiti per trasformarsi in un'immagine accattivante.

Terminata la passeggiata si risale sul pullman che fatti pochi metri viene investito dal già citato e previsto violento acquazzone: pare quasi che Giove Pluvio guardi giù e aspetti  a scatenare il suo inferno d'acqua solo nel momento in cui tutti i partecipanti al Photo Contest sono al sicuro sul pullman. Durante il ritorno a Venafro si continua a scherzare, si ride con piacere. É incredibile come il Forum del NikonClub abbia creato una fratellanza tra persone che mai probabilmente si sarebbero conosciute se non attraverso il portale: la sensazione é di stare tra vecchi amici che si frequentano con assiduità da lunga tempo, quando magari gli incontri reali si contano sulle dita di una mano, di contro naturalmente a centinaia di incontri virtuali attraverso il Forum.

In prima serata il gruppo dei partecipanti è quasi al completo: Michele Difrancesco illustra l'ottimo stato di salute sia del portale Nital.it che del Forum, il continuo progressivo aumento degli iscritti, degli utenti unici e dei post. Oltre Trecentomila iscritti e punte di oltre 2.000 (tra messaggi e fotografie) pubblicate in un solo giorno sono dati che parlano per tutti gli altri.

"Senza di voi Nital.it sarebbe un contenitore vuoto"
dichiara Michele; il dietro le quinte del portale richiede un lavoro e uno sforzo enorme, più che giustificato dal progressivo aumento di utenti che vengono comunque riconfermati come la vera anima del portale, anima che nel simbolico gruppo dei centocinquanta partecipanti all'evento di Venafro si trasformano in unità tangibile.

Quello che é successo soprattutto negli ultimi anni su portali mediatici come facebook, su nital.it é già successo anni prima. Il Forum non è solo una realtà di social network  e di aggregazione: qui si discute di tecnica fotografica, si chiedono consigli, si sciolgono dubbi, si postano le proprie immagini per poi leggere il parere altrui e crescere. Tecnicamente la fotografia digitale non è più complessa della fotografia analogica, anzi: quest'ultima incorpora una serie di variabili tra pellicola e chimica dello sviluppo che sono in minima parte gestibili dall'utente finale che altro non può fare se non rimettersi nelle mani di un buon laboratorio. Con il digitale tutto il procedimento, volendo compresa la stampa finale, è nelle mani dell'utente finale. Le variabili a questo punto si fanno infinite, così come infinite si fanno le procedure di assetto e personalizzazione della fotocamera. È chiaro a questo punto come il supporto della Community possa diventare di grande importanza per tutti gli utenti, senza contare che i tempi di risposta del Forum avvengono praticamente in tempo reale, nonostante Nital disponga di un call center composto da diverse persone, magari anche una decina; ma la Community è composta da centinaia di migliaia di utenti – il più grande call center fotografico del mondo! -  , e a volte, per esperienza personale, questo o quest'altro iscritto possono davvero risolvere felicemente buona parte dei dubbi e degli interrogativi che costellano la parte tecnica del percorso fotografico. 

Successivamente prende la parola Luca Conforti che racconta delle ultime novità di casa Nikon, dalla nuova DSLR entry level D3000 alla prosumer D300s fino alle ultime Coolpix presentate, che dal punto di vista dell'innovazione – basti pensare alla S1000PJ che incorpora al suo interno perfino un micro videoproiettore – sono quasi più futuristiche delle DSRL stesse.


Arriva l'ora di cena: qui nel molisano le tradizioni si rispettano ancora alla lettera, e siccome è venerdì le portate sono tutte a base di pesce e di frutti di mare, una vera prelibatezza davanti alla quale nessuno si tira indietro.

Sabato 26 settembre: il programma prevede uno shooting a Scanno, uno dei siti simbolo della fotografia mondiale. Basta pensare che a Scanno hanno scattato fotografi del calibro di Cartier Bresson, Mario Giacomelli, Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, giusto per citarne alcuni.

Sfilata nei costumi tradizionali, e gli otturatori frullano

La partenza è per le 7.30 del mattino, una levataccia dopo le possenti libagioni della sera prima: nessuna sa che la giornata di sabato finirà intorno alle 3 del mattino di domenica: quasi venti ore ininterrotte di Community! Scanno, come i suoi abitanti è lontana tanto dalle rotte aeree che dai percorsi ferroviari e autostradali; ci vogliono oltre due ore di pullman, lungo strade tortuose, per raggiungerla e forse è anche per questo che è rimasta pressoché identica a sempre. Sono passati oltre cinquant'anni da quando Cartier Bresson scattò proprio in questo paese alcune delle sue immagini più emozionanti; sempre a Scanno fotograferà un altro dei grandi della fotografia, Mario Giacomelli, tra il 1957 e il 1959, e  seguire, cronologicamente, Gianni Berengo Gardin. Un altro grande della fotografia, Ferdinando Scianna, scrive: "Non sono mai stato a Scanno e non credo di volerci andare... Troppi santi del mio Paradiso vi hanno fatto miracoli: Cartier-Bresson, Giacomelli, Berengo Gardin. Meglio evitare le tentazioni, i confronti, le sconfitte". Ma nel 1999 anche Ferdinando Scianna lascia il suo segno a Scanno.
Cartier Bresson di Scanno scrive: "... perché Scanno e il suo costume hanno una bellezza misteriosa, senza tempo...". E Mario Giacomelli: "... tutti i paesi hanno le stesse cose del tuo paese, Scanno è diverso. Io volevo scoprire immagini nuove e le ho trovate, e tanto mi piacevano che sono uscito dalla macchina ancora in corsa, sono caduto a terra ma ho subito cominciato a scattare e non ho smesso fino a sera, scordandomi persino di mangiare". Berengo Gardin: " ... lì si trova quell'atmosfera irreale, io grandi silenzi, le donne nei loro costumi che camminano sfiorando il terreno, sbucano da una porta, attraversano una strada, scompaiono in un vicolo. Questo è ancora il fascino di Scanno...".


Un boccone veloce da queste parti significa
non meno di tre ore a tavola.

Scanno si rende più che disponibile ad adiuvare lo shooting: molte ragazze passeggiano per gli erti vicoli con i costumi tipici, le donne più anziane sono semplicemente vestite come nelle immagini dei grandi fotografi sopra citati, in composti abiti neri ma altrettanto caratteristici. A fine mattinata gli scatti effettuati saranno complessivamente vicini ai ventimila, tra foto posate e foto colte al volo. Nessuno si tira indietro, tutti percorrono Scanno in lungo e in largo alla ricerca dell'attimo fuggente o aspettano al varco il passaggio delle ragazze in costume, disponibili a posare e a seguire le richieste dei fotografi. Il clima é quasi surreale: uno sparuto gruppetto di ragazze in costume fronteggiate da un centinaio di fotografi scatenati, naturalmente tutti carichi e armati di "paurosi" corredi Nikon. Un plauso particolare va alla gente di Scanno, alla disponibilità con cui hanno accettato di farsi fotografare, una situazione impensabile in nessuna delle grandi metropoli italiane da cui provengono la maggior parte dei partecipanti, dove un misto di privacy e di diffidenza  rende praticamente impossibile anche il solo impugnare la fotocamera e puntarla verso qualsiasi persona.  E un plauso va in generale agli abruzzesi e ai molisani, alla loro innata ospitalità e cortesia: qui il tempo sembra davvero essersi fermato a cinquanta, a cento anni fa, la gente va e viene per le proprie faccende, fermandosi quasi a ogni piè sospinto per salutare questo o quest'altro, fermandosi volentieri a fare due chiacchiere, anche se certamente si sono già visti e fermati a parlare il giorno prima, e quello prima ancora.


Aiutami a scegliere la foto per il concorso, ci vuole un attimo, ho fatto solo tremila scatti...

Qui nessuna cammina caracollando con l'orecchio premuto al cellulare: qui ci si parla e direttamente tra persone. Altro che Facebook, qui vale il Facestreet, e la sensazione per chi come noi viene da fuori - e fuori se ne andrà – è che tutti vivano con una grande, pacifica e reciproca serenità. Anche se per l'occasione é stato perfino istituito il blocco del traffico, appare subito evidente che anche in una normale giornata - senza centoventi scalmanati fotografi che corrono di qua e di là come uno sciame d'api impazzito - le macchine sono rare e rade, per altro la maggior parte delle vie della  vecchia Scanno sono talmente strette che le macchine comunque non possono transitare: si porta tutto in giro a forza di braccia o portando i carichi in bilico sulla testa, come ancora oggi fanno certe donne. Nonostante sia sempre piuttosto pericoloso ricalcare le orme altrui, specie se più grandi delle proprie, nessuno del gruppo si spaventa a confrontarsi con i mostri sacri della fotografia che sono passati da Scanno prima di loro. Non si può non soffermarsi un momento a pensare anche alle differenti attrezzature: per Cartier Bresson, Giacomelli e Berengo Gardin delle fotocamere meccaniche a telemetro senza la parvenza di uno zoom e caricate a pellicola bianco e nero, per di più da centellinare: per il gruppo del Nital Forum gli ultimi gioielli digitali di casa Nikon con un numero pressoché illimitato di scatti a disposizione e per di più a colori, o volendo in bianco e nero. Bianco e nero che verrà scelto da molti per il concorso fotografico estemporaneo la cui premiazione avverrà il giorno dopo, ma con una equa presenza anche di scatti a colori. Scanno fotografata a colori nelle fotografie si allontana dai tratti quasi grafici degli scatti divenuti letteratura mondiale della fotografia eseguita dai grandi fotografi prima citati, ma non per questo é meno sentita o meno emozionalmente partecipata.

Dopo ore e ore di shooting il gruppo si allontana malvolentieri da Scanno, ma il programma e lo stomaco richiamano all'ordine e così, a differenza di Giacomelli che si era addirittura dimenticato di mangiare, si lascia Scanno per ritrovarsi tutti insieme al ristorante dove, tra una genuina portata e l'altra ciascuno comincia a scegliere tra le centinaia di scatti eseguiti la mattina quello con cui si candiderà per il concorso: già, perché il regolamento prevede un singolo scatto per ogni partecipante. Scelta difficile, che impegna ogni fotografo per delle buone mezz'ore, ma necessaria.


Cercando di adeguare il supporto fotografico al paese senza tempo...

Una novità da poco introdotta durante il meeting  riguarda l'introduzione di un concorso estemporaneo che ha visto buona parte dei partecipanti impegnati durante lo shooting di Scanno nella realizzazione della migliore fotografia della giornata. Finito lo shooting i partecipanti hanno avuto il tempo del pranzo e del ritorno in pullman per scegliere quella che ritenevano la foto migliore scattata da ciascuno, con la possibilità di un minimo di elaborazione on camera prima della consegna della scheda all'organizzazione.


Scanno. Foto di Franco Cappellari

Ritornati a Venafro il NikonChef Adriano è riuscito a stupire anche i palati più fini con una cena da gran galà, durante la quale è stato videoproiettato il libro del Nital Forum Photo Contest 2009, con applausi e fischi di approvazione da tifoseria da stadio. Sia guardando le immagini proiettate che sfogliando il libro, o ancora guardando le immagini stampate in formato 50x70cm lungo le pareti della sala del Dora, è subito balzato all'occhio il fatto che non solo gli strumenti fotografici hanno fatto un fantascientifico balzo avanti, ma che gli utenti hanno saputo adeguarsi al cambiamento, sfruttando potenzialità proprie del digitale, tanto nello scatto che nella postproduzione così da creare immagini personali al 100%, appunto dallo scatto alla stampa finale, dove ciascuno in base alla propria sensibilità, fantasia e linguaggio ha restituito esattamente quello che aveva previsualizzato, non dovendosi più in qualche modo adattare al risultato finale, dove parte dell'espressività era affidata a terze parti, ma arrivando con precisione esattamente all'immagine che appunto aveva previsualizzato prima ancora di portare al mirino l'occhio.

E' stata poi eletta, una giuria popolare corroborata dalla giuria tecnica dei giornalisti e di alcuni nominativi dell'organizzazione per scegliere le immagini migliori visionando le immagini videoproiettate sullo schermo. Sì, perché c'eravamo anche noi giornalisti: oltre al sottoscritto, Luca Forti per il mensile Reflex e Sandro Iovine per il mensile Il Fotografo, in una parola, buona parte della stampa specializzata italiana era rappresentata. Quella del concorso estemporaneo è stata certamente un'ottima idea che ha però reso più arduo il lavoro dei fotografi, che hanno dovuto scegliere lo scatto da sottoporre alla giuria visionando le proprie immagini sul monitor della fotocamera - anche se qualcuno è riuscito a visionare le immagini sui monitor più confortevoli dei Viewer di Epson - e a postprodurle, quando necessario, usando gli strumenti on camera, certamente efficaci ma ugualmente non completi come la normale postproduzione che si può ottenere sul monitor del computer attraverso programmi ad hoc come Nikon Capture NX. Complice anche la videoproiezione di tutte le immagini selezionate per il Photo Contest, la cena si è protratta fin oltre le due del mattino; ancora poche ore e i camerieri avrebbero sostituito il piatti di portata con quelli della prima colazione di domenica (!!!) e nonostante la giornata si fosse svolta lungo lo shooting impegnativo di Scanno, con partenza alle 7.30 del mattino e quasi cinque ore di viaggio tra andata  ritorno in pullman, nessuno accusava una vera stanchezza, ma tutti erano ancora intenti a chiacchierare sugli eventi della giornata, corroborandosi con una cena di gala del grande NikonChef, per di più rinfrescata da fiumi di sangria ghiacciata. I molisani non tengono il braccino corto e Adriano, per una cena con circa 150 invitati aveva predisposto cinquanta litri di sangria ghiacciata a base di Brunello di Montalcino... Se poi contiamo i bianchi e i rossi stappati a tavola, l'aperitivo e il brindisi finale, il tasso alcolemico dei partecipanti non era fuori scala solo per la guida ma anche per le probabilità di ritrovarsi nel proprio letto e non a rotolare sul pavimento... magari neppure nella propria camera...


Nella Ex Chiesa Anime Sante a Scanno per la mostra fotografica.

Finalmente qualche ora di sonno per proseguire poi con la giornata di domenica, che ha visto le premiazioni tanto del Nital Forum Photo Contest che dell'estemporanea a Scanno.
Alla spicciolata tutti i partecipanti alla fine hanno preso la strada di casa, più che soddisfatti dal meeting. Il mio rientro è stato più lungo rispetto all'andata, nonostante i 300 e passa chilometri all'ora del Freccia Rossa. E' stato un distacco più lento e struggente, con un velo di malinconia pensando all'unicità delle giornate trascorse, in attesa del quotidiano tran tran dell'ufficio – e dei tram tram di Milano... -. Ho attraversato questa volta più a misura d'uomo una parte dell'Abruzzo e del Molise. E a proposito dell'Abruzzo, durante la cena di gala sono circolate per tutti i tavoli delle semplici buste bianche che si sono velocemente riempite di cartamoneta: un aiuto per l'Abruzzo di recente devastato a cui nessuno dei partecipanti si è tirato indietro. Gente col cuore grande dentro e fuori. Infine un plauso d'obbligo all'organizzazione, che sono riusciti a rendere impeccabile tanto l'evento che il soggiorno. Un evento, quello di Venafro, cominciato quasi per scherzo sette anni fa con venti iscritti, che sono arrivati quest'anno a centocinquanta, e sarebbero stati di più se l'organizzazione a malincuore non avesse dovuto rifiutare le ultime richieste. Appuntamento quindi al meeting di Venafro “Impressioni di Settembre 2010”.

Se ogni anno l'appuntamento è riuscito a rivelarsi sempre più interessante e coinvolgente, cosa organizzeranno per il prossimo appuntamento? La sfida è notevole ma siamo certi fin d'ora che sarà un evento che riuscirà a superare quello dell'anno precedente.


Impressioni di settembre


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